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Ha l'aria di una vera e propria persecuzione quella che si è abbattuta sul Metro Garden, il vivaio di Via Gorgia di Leontini che ha subìto ben sei furti in sedici mesi.
Un record negativo che sta fortemente compromettendo la possibilità dei proprietari di portare avanti questa attività.
Oltre ai notevoli danni economici, quantificabili intorno ai 150 milioni (senza contare l'ultimo furto per il quale non è stato fatto l'inventario delle perdite), vi sono, infatti, i contraccolpi morali che fatti del genere inevitabilmente hanno su chi li subisce: "Siamo molto demoralizzati, volevamo creare un'attività in questa zona ma ormai ci hanno tolto ogni fantasia!"
È difficile non condividere la frustrazione e lo scoraggiamento di chi, non più coperto dall'Assicurazione, che dopo tre furti ha voluto interrompere il contratto, ha subìto l'ultimo colpo proprio nella stagione più favorevole per le vendite, l'inizio della primavera.
L'ultimo furto risale, infatti, al 2 marzo quando i ladri, dopo aver forzato il cancello di entrata e aver messo fuori uso il sistema di allarme del negozio (installato a luglio), si sono portati via attrezzature da giardino, impianti di irrigazione, un barbecue e, soprattutto, il grosso furgone utilizzato per le consegne: "l'unico che avevamo, adesso siamo costretti a prenderlo a noleggio."
Parlando con Daniela Gamboni e Santo Amici, proprietari del vivaio che in due anni non hanno mai ritrovato né refurtiva né responsabili, si avverte chiaramente l'insoddisfazione per l’operato delle forze dell'ordine.
In particolare, sono i Carabinieri di Casalpalocco che, in tutta questa vicenda, non sembrerebbero essersi distinti per tempestività ed efficacia: "Una volta si sono presentati due ore dopo la nostra chiamata, eppure la caserma si trova a poche centinaia di metri dal vivaio!"
Per quanto riguarda il futuro, i due proprietari ancora non sanno quale sarà il destino della loro "sfortunata" attività: la tentazione è quella di lasciar perdere tutto, ma forte è anche la voglia di non darla vinta a chi vive sulla fatica altrui e, d'altra parte, non è facile "buttare" cinque anni di lavoro.
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