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Il testo dell'allegato documento/fax della Regione Lazio chiarisce definitivamente la materia e supera le molte interpretazioni/illazioni che sono circolate in questi mesi.
Dal 2000 gli immobili non sono più soggetti alla tassa di bonifica.
Il finanziamento al Consorzio di Bonifica si trasferisce dai privati al Sistema Idrico Integrato e quindi a carico dei gestori degli impianti di depurazione.
È di questi giorni la notizia dell'assegnazione all'ACEA della gestione del Sistema Idrico Integrato, il che implica l'utilizzo della specifica voce della bolletta ACEA "allontanamento e depurazione delle acque" come sorgente finanziaria a copertura dell'onere della bonifica.
Sembra ovvio che questo comporterà la definizione di un accordo economico con i gestori dei depuratori consortili per quelle zone dove l'ACEA non gestisce la depurazione e quindi non impone sulla bolletta la quota relativa alla depurazione.
Contemporaneamente è scattato un altro meccanismo della "Legge Meta" che prevede l'individuazione di tutte le aree urbanizzate e la loro esclusione dalla diretta competenza del Consorzio di Bonifica.
Questo comporta che aldilà del tipo di bolletta e di rapporto con l'ACEA, tutti gli immobili di tutte le zone urbanizzate siano esclusi dal catasto e dalla tassa del Consorzio di Bonifica.
Inclusi Axa, Casalpalocco, Palocco 84, ecc.
È certamente un risultato notevole ed importante poiché molti sono coloro (comitati, associazioni, forze politiche, singoli cittadini, ecc.) che per oltre vent'anni hanno profuso impegno e determinazione per rivendicare e finalmente raggiungere questo obiettivo.
Per questo va dato atto alla Giunta e all'intero Consiglio della Regione Lazio, per il lavoro fatto con l'emanazione di una Legge Regionale sulla Difesa del Suolo che è nuova, complessa, organica, efficace.
E che, come questi ed altri fatti concreti dimostrano, sta producendo effetti innovativi e decisamente positivi.
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