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Cari lettori di Zeus, approfitto di questo spazio per ricordare ancora una volta che il prossimo 24 ottobre 1999 dalle 8.00 alle 21.00 si voterà per l'istituzione del Comune di Roma Marittima.
Dieci anni fa fui tra i più feroci nemici dell'autonomia, oggi sono tra i più strenui sostenitori del comune autonomo. Questo perché in dieci anni la qualità della vita è esponenzialmente peggiorata: se dieci anni fa occorrevano 20 minuti per raggiungere il centro di Roma oggi ci vogliono 1 ora e 20 minuti; se dieci anni fa Via di Macchia Saponara era una strada quasi sempre vuota, oggi è una delle strade più inquinate di Roma.
Ma soprattutto perché oggi viviamo con un pericolo costante sulla nostra testa i "palazzoni di Malafede".
Il Comune di Roma ha infatti deciso di dirigere la nuova edilizia popolare su questo territorio: questo significherà avere un nuovo “Corviale” sopra l'Axa con il risultato di rendere invivibili tutti i quartieri limitrofi.
Da quel momento le nostre belle case diventeranno dei bunker da dove sparare a vista, con una facilmente immaginabile perdita di valore dell'immobile stesso. Continuo a sentire poi i nuovi profeti del nostro territorio conti-nuare a parlare di un nostra eventuale sudditanza nei riguardi di Ostia.
Non c'è cosa più falsa! Oggi l'entroterra ha 110.000 abitanti contro i 70.000 di Ostia. Non solo: Casalpalocco, Axa ed Infernetto hanno oggi circa l'1% degli abitanti di Roma, domani saremmo il 30% di quelli di Roma Marittima. Credo che il “potere contrattuale” sarebbe nettamente più forte.
Analizzando i pro ed i contro dell'autonomia ho chiesto consiglio ad una persona che considero un esempio da seguire, Giuseppe A. Gallerati.
Di solito queste parole si spendono per le persone che non ci sono più: lui invece è vivo e battagliero come non mai ed a lui che ha "costruito" Casalpalocco ho chiesto se le mie idee corrispondevano con le sue.
Dopo un'attenta analisi il "Comandante Gallerati" le ha legittimate e mi ha invitato a mettere in campo tutte le mie forze per questa battaglia politica.
Avere il testimone spirituale da chi, per le sue idee, ha rischiato la vita ed è stato costretto alla macchia, è un onore al quale non mi posso sottrarre.
Il 24 ottobre andiamo a votare Sì sicuri di costruire una città a misura d’uomo e un futuro roseo per i nostri figli.
Dr. Fabrizio Testa - consigliere A.N. in XIII
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