Le ragioni del mio Sì
di Fabrizio Testa

Dopo 10 anni si torna a votare per la creazione di un Comune autonomo: se allora sono stato uno dei maggiori nemici del Sì, oggi mi trovo a sostenerlo con tutte le mie forze.
Noi siamo una delle Circoscrizioni che maggiormente contribuisce al bilancio comunale di Roma, ma in compenso siamo uno dei quartieri che meno riceve in termini di servizi dall'amministrazione stessa.
Oggi, compresi i soldi per gli stipendi degli impiegati circoscrizionali, riceviamo circa 90 miliardi.
Domani, come comune autonomo, avremmo un bilancio di più di 1.000 miliardi!
Questo significa che, se anche i nuovi amministratori "sbagliassero" tutti gli interventi avremmo comunque e sicuramente servizi all'altezza delle tasse pagate.
Conosco bene i pregiudizi e le domande che molti di noi si pongono: la prima è "Non è che con la creazione del Comune autonomo la mia casa perderà di valore?"
La risposta è certamente no, in quanto il valore di una casa non dipende dal nome (Roma o Roma Marittima) del Comune ove è collocata, ma dai servizi (trasporti, scuole, sicurezza, ecc.), dalla facilità di raggiungere il posto di lavoro e dalla bellezza del luogo.
Analizziamo uno per uno questi importanti punti.
Servizi: le scuole sono abbandonate al loro destino; il sistema dei trasporti pubblici è da terzo mondo; nulla è stato fatto per migliorare la situazione e nulla verrà fatto se non ci sarà una svolta autonomista.
Mezzi pubblici: il costo del biglietto (come da molti minacciato) non aumenterà, in quanto il nuovo Comune non sarà obbligato ad utilizzare quello che ormai è diventato un "carrozzone" piena di debiti quale l'ATAC, ma potrà fare convenzioni con società private per un servizio più efficiente e a minor costo.
Fin qui il lato politico. Parlo ora da semplice cittadino di Axapalocco: è vero, noi viviamo in un'isola felice!
Ma è altrettanto vero che siamo sempre più circondati da costruzioni (vedi palazzoni sopra l'Axa) che andranno a distruggere questo nostro paradiso.
Il Comune di Roma prevede infatti di indirizzare sul nostro territorio tutta la nuova edilizia popolare per cui ci potremmo trovare una nuova "Corviale" a due passi da casa.
L'unica maniera per difenderci è la creazione di Roma Marittima, in quanto tra Nuova Ostia, Dragona, ecc, questo territorio di zone ad edilizia popolare ne ha fin troppe.
Sicuramente, all'inizio ci saranno dei problemi, non certo derivanti dall'aumento della bolletta telefonica (dipendente unicamente dai distretti Telecom) ma dalla nascita di una nuova municipalità, 15^ per grandezza in Italia.
Ferma restando la nostra volontà di unirci alla Città metropolitana, c'è un concetto che voglio sia chiaro: io sono romano e sono orgoglioso di esserlo e credo che vivere a Roma Marittima non farà nient'altro che aumentare questo mio orgoglio: a fianco della romanità, avrò finalmente i servizi per i quali ogni anno paghiamo salate tasse.

Fabrizio Testa - consigliere A.N. in XIII

Maggioranza e opposizione
Il decentramento
Somm. Lug. '99 - N° 32

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