![]() ias yes yes home page |
![]() Torna al sommario |
![]() La Redazione dell'Opificio |
di Solaris, Filo Sganga, Elvio Cipollone, Vermocane, Alessio
Solaris commenta poesia, filesia e altre cosette...
Tipicamente stoico
chi fa dell'apatia la principale virtu'.
A volte, solo virtualmente conveniente!
Corpo senza vitalita',
opacita' della cosa.
L'apatia è una forma di vitalità, nonostante tutto, che partecipa l'essere
dell'eterno fluire della natura. Se Perniola parla del disgusto come un
sentimento che mette in condizione il soggetto di partecipare dell'oggetto
in quanto evento estetico, perché non parlare dell'apatia come di un
partecipare al flusso lento, disomogeneo, dismorfico delle cose?
Tantrismo, zen, coitus reservatus...
prudenza, resistenza.
Mera parvenza,
Questo mera parvenza suonava bene?
puro sembrare.
In modo inconfutabile provare
l'esperienza del divenire cosa.
Gli ultimi due versi fanno la grandezza della poesia.
Una filesia. Se poesia dire cosa, questa poesia dire sofìa, con un pizzico di dissacrazione in più che da il senso della riflessione su.
Lo specchio o la metamorfosi di Orante
(Omaggio a Perrault - Omaggio a Perniola)
Ma tanto per non far rimanere le cose sulla punta delle dita, brevemente, la
riassumo.
Orante era un uomo la cui specialita' era di fare ritratti del
corpo e dello spirito che riproducevano perfettamente gli originali:
egli non aveva memoria e non riusciva a nascondere nulla. Orante amava
Calliste ("la piu' bella") e ne riproduceva la bellezza con gran
soddisfazione di lei.
Sfortuna volle che Calliste fosse colpita da una grave malattia che
ne deturpo' il volto.
Mentre tutti nascondevano alla giovane donna la triste verita', Orante
non pote' fare a meno di riprodurre tali e quali le nuove fattezze.
Calliste, furibonda, lo trafisse con uno spillone, colpendolo a morte.
Il dio Amore, amico di Orante, non riusci' a impedire l'assassinio, ma
rese il corpo di Orante incorruttibile, facendogli mantenere le sue doti
speculari.
Orante fu cosi' trasformato in uno specchio. Lo stesso Amore,
vedendosi ritratto, constato' con sorpresa che non aveva mai visto al mondo
nulla di piu' affascinante e di piu' bello.
Insomma, la storia ci rivela che il vero amore non ha nulla di
introspettivo, ne' di narcisistico,
Mi sembra che la storia, da come l'hai riportata, dimostri esattamente il contrario o, mi sono persa un anello della storia-catena?'????
ne' in fondo di attivo.
Di questo se ne può parlare...adagio con brio!
Orante, incapace d'inganni, e capace di un amore che va al di la' dell'apparenza, e' riconosciuto come la cosa piu' bella dell'universo!
Ma forse era Amore che si riconosceva come la cosa più bella dell'Universo e suggellava, col suo sguardo, al mondo, questa eterna verità!
Il divenire una cosa rispecchiante e' il punto d'arrivo, e' l'inevitabile conseguenza di una disposizione amorosa a ricevere, ad accogliere, a ospitare cio' che e' esterno. L'apoteosi, l'elevazione di Orante a uno stato "piu'-che-umano" non avviene mediante il passaggio a un modo piu' spirituale, bensi', au contraire, attraverso la metamorfosi in una cosa.
Quando ho fatto la CRITICA ad Apreslude non mi ero accorta che in questa
sezione Index aveva fatto un omaggio a Perniola, coincidenze di destini
incrociati??
La considerazione finale che fai sull'amore-oggetto mi piace da impazzire.
E' una sorta di prospettiva rovesciata in cui non mi ero mai saputa
capovolgere! Mi è venuta una voglia immensa di sedurmi inorganicamente,
specchio di me stesso errante in un pluriverso mondo, spero, non molto
lontano da me!
Che birichina è stamattina.
L'aria di qua, l'aria di là
dove mai arriverà?
Ore e ore e
non mi risponde
dalla camera in fondo.
Penso, ripenso e strapenso
non so proprio dove sta.
Oh, basta! Silenzio.
Quell'aria birbante
dove arriverà,
e quando finirà?
Ma chi lo sa!
La figlia di Index
La figlia di Index mostra un talento precoce nel sintetizzare in figure a-retoriche e poco metaforiche sensazioni solo esprimibili con una densa sensazione di indicibilità di atmosfere e luoghi rarefatti in cui, a volte, capita di imbattersi, corredati della sola qualità dell'esserci nel mondo. Forse
Profumi che si inventano strade
per riportare l'anima dove era nata,
aggrappati a un'emozione, ora livida di neve
o commossa di luce.
Ogni ostacolo rimosso, teso verso
quell'unico respiro.
Arriveremo a chiamarci per nome
la poesia è molto bella nell'idea perché, a mio avviso, cerca di ricondurre in parole un insieme di dsinestesie che danno l'identità e, quindi, la storia e lo spessore di una persona, altrimenti detto: la fanno essere! Nel suo aspetto stilistico e 'melodico' quà e là manca di ritmo, io la rifarei così, ma è giusto una idea.
Profumi che si inventano strade
per riportare l'anima
dove essa è nata
aggrappati ad un emozione
livida o commossa
Ogni ostacolo rimosso
teso verso quell'ultimo respiro
Arriveremo a chiamarci per nome
ORA
I
Odo la melma gridare,
urla di pietra violentano il cervello.
II
Sento incompresa spirare la Noia,
l'Universo s'uccide di follia,
la Morte si illumina.
La cosa meravigliosa di questo scritto è l'unione della poesia graffiante al saluto reverenziale, una sorta di umorismo Prevertiano di cui, da quando ho fatto l'associazione indebita, non riesco a liberarmi. Della serie: 'Vivere, lo faranno per noi i nostri servi.'
POESIA EROTI- COMICA vietata ai minori di anni 18 ;-)
ADAMO & EVA e il SERPENTE tentatore
Quando il mondo gia' nascea
due picciotti,Adamo ed Eva
se n'andavano contenti
senza avere addosso niente
Se ne andavano felici
e vivevano con niente
ne' lavoro ne' tormenti
Ma un giorno Eva antica
s'accorse che il suo compagno,
bel maschio aitante
aveva un difetto sul davanti.
Ammirava divertita ***
*** e con la mano impertinente
comincio' a palpare il pendente,
che diventava meno pendente
"Bih,che bello,bih,che teso!!"-
smaniava divertita-
e Adamo,annichilito
con le gambe molli molli
le dicea:"Tocca,tocca....
su dammi sto ristoro
sto piacere mai provato!!"
Ma a quel punto un serpente
si intromise nel frangente:
"Non si tocca con la mano
sto pendente mascolino.
Eva mia devi sapere
che il cassio si deve ****
Eva,allora,ci provo' e...
Adamu s'ammoscio'
Il Signore in quel momento
s'affaccio sul firmamento
e incazzato come un signu
e gridando a voce piena,
dicea:" Posa subito la minchina,
ma che fai sucaminchina,
puttanuna sopraffina
di sto mondo sei la rovina
Vergognatevi,vastasi,
copritevi il davanti...
e incazzato come un mulo
li prese a calci in culo.
Questa poesia non è in rima
non ha ritmo,
non ha brina
Non ha un senso,
non ha sesso
non ha nesso
né permesso
Non è tosto un pò 'eccitante'
né graffiante,
né pedante
Non ha ritmo né lo ambisce,
non ha grinta né ferisce,
non ha spada né coltello,
non ha questo e non ha quello.
Solo una peculiarità:
l'ardir di chi postata, l'ha
E fors'è poc'anche quello
Solaris
Debole stava
Probabilmente, un commento a questo trastullo e' forse qualcosa
di piu' di quello che l'autore stesso si aspetterebbe.
Ma, visto che il tasto Invia e' stato premuto, e i versi
sopra riportati la loro apparizione hanno fatto su IAS, perche'
non commentarli?
Taglierei completamente le prime quattro righe.
Inutili, fastidiose, senza senso e prive di nesso logico.
Le ultime quattro potrebbero anche 'tenere' da sole,
con molta buona volonta', ma quelle rime 'all'imperfetto' sono
proprio da diario scolastico, scusa.
cade una goccia
Immagine chiara, realizzazione un po' troppo didascalica per farne poesia.
subito arriva lo schianto
di lei non resta che un rimpianto.
...e anche una macchia sulla tovaglia, forse.
non arrivi mai in tempo
tempo, dacci il tempo
di abituarci ai tuoi capricci
tempo, non smettere di essere
Bruttarella, ad essere sinceri.
Di' la verita', t'e' venuta in
testa mentre aspettavi l'autobus, vero?
Poi quello e' arrivato, e non hai avuto
piu' 'tempo' di lavorarci sopra.
Peccato.
Porca zozza, mi e' gia' non poco difficile
commentare le poesie 'regolari', figuriamoci cercare di
dire qualcosa su queste di Marco, dove spazi, punteggiature,
simboli e ritorni accapo giocano un ruolo equivalente
(se non, a volte, superiore) a quello dei 'semplici' versi
scritti.
Questa recensione, quindi, vale quasi per tutte le sue
poesie, siate buoni.
E' faticoso leggerle, fuori di dubbio: implicano una
attenzione ben superiore alla media (almeno alla media delle
poesie postate qui dentro); uno scorrere delle pupille
continuo da una direzione all'altra, da sinistra a destra, dall'alto
verso il basso e poi di nuovo; un intrecciarsi di termini e
parole, di pause e ritorni, di silenzi espressivi che,
comunque e nel complesso, formano quadri di una certa intensita'.
E come se, da una parte fosse palese l'intenzione di
suscitare una certa curiosita' nel lettore e spingerlo ad andare
avanti, e dall'altra un tentativo di rendere comunque ostica
la lettura stessa e sfidare (in senso buono) chi alla lettura
si e' accinto.
Non so dire, in tutta franchezza, se siano brutte o belle poesie
(per quanto parecchi siano i passaggi degni di nota, e
diverse immagini siano rese con termini e colori avvincenti -
almeno per il sottoscritto) pero' mi preme sottolineare come
sia da apprezzare una ricerca 'stilistica' non banale e un progetto
poetico-visivo che (seppure per
alcuni puo' apparire irritante) e' sempre, a mio parere,
segnale di attenzione particolare per la parola scritta.
E questo, alla fine, credo rientri, a pieno titolo,
nell' "arte dello scrivere".
Una curiosita' : ma tu componi scrivendo su un tavolo da disegno? Un semplice A4 mi sembrerebbe troppo limitante...;O)
La linea due del metrò
(...)
Mi lasci perplesso, e, se non sbaglio, non e' neanche la prima volta che lo dico. Cioe', alterni versi che hanno una certa forza e immaginazione ad altri che mi sembrano abbastanza scontati o, comunque, piu' 'sempliciotti'.
I versi:
il mio corpo
conchiglia ormai svuotata degli umori vivi
oppure
Divengo iena e mi nascondo
nella mia tana lasciva.
mi sembrano un po' buttati via, nel contesto
dello stato d'animo che la poesia vuole esprimere,
La scelta dei termini non entusiasma.
Non mi sembrano immagini 'forti', quanto piuttosto
bozzetti un po' cliche' (per dirla alla Alessio).
Al contrario,
La mente dolorosamente intatta
oppure
Con la precisione della pazzia urlo
I trentanovemilaquattrocentottanta
hanno una forza e direzione sicuramente maggiori,
espliciti quanto basta ma, allo stesso tempo,
'vivi'...giustamente precisi come, credo, dovrebbero
essere.
Riassunto : la poesia, mi sembra, esprima abbastanza nettamente uno stato d'animo e una sensazione, pero', probabilmente, qualche cesello in piu' l'avrebbe resa ancora piu' netta.
I.
Parole scritte
fitte come la pioggia
su fogli bianchi
mie amiche e nemiche
leggo vive nei libri
II.
Gradisce un tanka?
Le chiedo speranzoso.
No, sono stanca.
E mentre son geloso,
balla con un bavoso.
Nicola dice :
Non sapete cos'e' un tanka?! "Nome
della poesia classica giapponese di 31 sillabe,
riportate in cinque versi secondo lo schema 5,7,5,7,7.
Neh, pensa te.
Hai presente quei muretti a secco che costellano
le strade della Sardegna, e che delimitano appezzamenti
di terreno di varie dimensioni, adibiti a pascoli,
allevamenti, ovili et similia?
Bene, in dialetto sardo, ognuno di quegli appezzamenti
si chiama 'Tanca'.
Che c'entrano con le poesie giapponesi?
Niente.
Se non (forse) per il fatto che in entrambi i casi
questa parola sembra indicare qualcosa dai confini segnati,
dagli spazi delimitati, da barriere che, geometricamente, ne
racchiudono forma e dimensione.
Che queste siano, poi, numero di sillabe o ettari di terreno,
diventa irrilevante, ai nostri fini.
Vabbe', divagavo. Torniamo alle tue o-pere.
Dei tuoi esercizi, il secondo mi sembra nettamente superiore al primo per
ritmo e ispirazione.
Troppo abusato il tema del primo tanka, e, inoltre, espresso senza
troppa convinzione, ne' particolare intensita'.
Consideriamolo un allenamento, ok?
Piu' carino, quasi delicato il secondo,
scorre via liscio (come, chissapecche' e senza una vera ragione,
mi piace pensare debba essere un tanka) e esprime quella specie di
accettazione rassegnata che gli orientali portano spesso
disegnata nelle linee dello sguardo e sembrano racchiudere
nel loro essere.
Solo, quel 'bavoso' finale mi stona un pochetto nel contesto,
(lo sostituirei con qualcos'altro, ma non chiedermi cosa), ma
nel complesso mi sembra un esercizio riuscito.
Vai col tanka!
Filo
[P] formiche Marco Vettori
[P] Le note, luci, parole, colori ... Marco Vettori
[P] Occhi . Marco Vettori
[P] Lo spettro di pomeriggi incompiuti Marco Vettori
1. In Occhi, Formiche, Le note, luci, parole, colori ..., Lo spettro di pomeriggi incompiuti, L'autore e' compatto e squarcioso. Accostamenti linguistici poetici (fiamme nel buio, tardo pomeriggio, velo di tristezza, al peso dei miei sogni) accostati a stati d'animo narrati compongono pezzi che meritano rilettura.
[A]{ [P, Bottanys ( petit Poema ) parte I.] } Marco Vettori
[P] Breve viago in un luogo comune... Marco Vettori
2. In Bottany parte I e in Breve viago in un luogo comune, vi e' la
tristezza di un dolore, impossibile da rimuovere nonostante le stelle nel
cielo e le mani stringessero il nocciolo fino a inondare le membra goggia
dopo goggia.
Un bravo all'autore.
Elvio
Blocca la cacca se stringi la pacca
Triviale gratuito. Non è fanciullesco, messo in questo modo è solo triviale.
Ficca la borraccia nel letto e sculaccia
"la borraccia" è metricamente sbagliato
Stoppa la palla a pie' della molla
Scocca la freccia, e' gia' nella breccia
Palla e molla invece raggiungono lo scopo del dare un'atmosfera da bambino, ma pie'? Stesso discorso per breccia e freccia, giuste parole ma composte malamente
Ruttino
Finale mediocre. Non mi è piaciuta, decisamente.
Irsuti abbracci mattutini
Bello e rilassante.
E sorrisi mai domi
"mai domi" stona. Troppo arcaico. Meglio mai stanchi o qualcosa di più familiare.
Gesti lenti nel cuore della sigaretta
Allentando lo squardo li vedi soffrire
Vedi primo verso.
Cucciolotti sgomitanti dal lunotto posteriore
No, troppo distacco. Troppi pasaggi in chiavi diverse. Buoni primo, terzo e quarto verso. Suggerimento: io la riscriverei partendo da questi.
Siamo tutti buoni
Un simpatico inizio.
Spasmodicamente si affaccia il contenuto
Sul vuoto della lattina
Mmm, mediocre, dovrebbe essere pirotecnico ma non ci riesce.
Quando si chinera' sull'asfalto della memoria?
Capisco, ma l'asfalto non mi ispira troppo...
A breve distanza
L'albero e' intermittente
Ed io divento feroce
Ottimo finale spasmodico. Labor limae, labor limae.
Non facciamo dello spirito
Suggerisco un segno di interpunzione alla fine del verso, nient'altro.
Avete mai visto stuprare il vento?
Bellissimo e potente.
Sgargiante rottura e basta
Bello il significato, ma "e basta" non suona troppo bene.
E se spargessi le vostre ceneri
Nel ricettacolo delle carogne?
Ottimo, anche se già visto.
Orsu', sferruzzatemi il cuore
Che dire... Poderosa. Da limare a lungo, da approfondire.
Vele in lontananza
Che schifo
Secco e brusco. Troppo, Troppo colloquiale. E' poesia? mmmm...
I granelli mi disturbano
Banale.
Del controcanto le banane
pirlano il conducente
Pirlano? Orribile.
Sole cocente, avanti gente!
Rima troppo facile.
Disseminato sul piatto della bilancia
Pendera' di qua o di la'?
Ancora banale.
Serafico, me ne sbatto
Ancora volgare. No, decisamente non funziona.
Contentiamoci un cazzo
Non batte. Ricalca!
Cornuto..
Venti e venti, schiaccio il mazzo
Verifico e torno piatto
Niente da fare, sempre trivialità gratuita. Il realismo non è sparare una serie di parolacce.
Vermocane
Nasce.
Come un rumore grave, improvviso,
Non nel presente
Non nel passato.
Già visto. L'atemporalità non è qualcosa di illuminante, diciamo che ci si convive quotidianamente. Per farla diventare elemento di stupore dovresti caratterizzarla meglio.
___Sogna.
Perche' tutto
Puo' essere solo un sogno.
Mica vero. E già detto.
______Originale.
Come un dialogo su un argomento
Che non puo' finire.
Ecco, già qui è meno banale.
_________Urla.
Perche' non e' mai il momento di urlare...
Stesso discorso del "sogna..." Non vedo motivo della particolare impaginazione, proprio non ne vedo. Lo schema è abbastanza diffuso, il messaggio abbastanza mellifuo, lo stile non eccelso. Commento:mmm...
Vermocane
Bianche notti buie,
Capisco le contrapposizioni ma qui non si chiarisce molto.
tonfi dell’anima.
Bellino.
Inattesi artigli
agguantano
il corpo segreto,
squarciano.
Occhei, questo è di trama, ma poteva essere scritto meglio.
Occhi spalancati,
guardano e non vedono.
Rare fugaci lacrime:
essenza d’impotenza;
Non mi piace troppo l'assonanza. E un po' di già visto.
e una sola lacrima
fissa
immobile
tra pareti bianche asettiche.
Bello, quasi agghiacciante.
Nell’agonia del corpo
il silenzio
della caduta dell’anima.
Troppo denso il finale. Attenzione a parole come essenza e anima che appesantiscono indicibilmente. Buon tentativo.
Il Vermocane
Camaleonti affilano unghie di polistirolo
Uau! Poesia post-industriale!!! :-))
Ricoprono di glassa le formiche
Slurp! In tivu' ho visto uno che le formiche le glassava davvero e se le mangiava di gusto... contento lui! :-$ (faccina disgustata)
e acchiappano le mosche con la lingua.
Camaleonti, si'. Camaleonti nani.
Commentone: che dire? E' bella? Non e' bella? Non lo so, non ho ancora deciso... E' troppo corta, questo e' certo. E' vermocanica, si vede. Mi piace? Non mi piace? Non lo so, non ho ancora deciso...
Su, non aver timore dei miei occhi, raccontami la tua storia.
... e poi prosegue per la stessa strada, che non e' molto interessante. E' la solita poesia d' amore, anche se a dire il vero non e' proprio una poesia...
Poesie come questa si leggono spesso, e ormai hanno stancato, e' come leggere libri dove cambiano i nomi ma la trama rimane uguale... Peccato.
1
Come la gente con le mani in tasca
per strada fischiettando allegramente
il passo blando, l'aria di far niente...
Parlo dei nostri sguardi incrociatori
in mare aperto con l'aperta voglia
di collisione, di naufragio. Dopo.
Poco da dire su questi versi: la prima strofa e' bella, la seconda non ha secondo me nulla a che fare con la prima, ne' come stile ne' come tema, e rovina quella che avrebbe potuto essere una bella poesia. Peccato.
2
Niente da fare, non mi convince. La strofa finale e' simpatica, ma non e' questo cio' che io chiamo poesia...
SENSAZIONI
Inseguo chimere sospinto da sogni
guidati da note di vecchie canzoni
Io preferirei "guidato". La ritmica della lettura lo richiede, secondo me. Cioe': se leggo questi versi mi viene spontaneo di fare una pausa dopo "sogni", e siccome "sogni guidati" forma un' unita', il risultato di quella pausa e' che quando riprendo a leggere c' e' una sensazione come di qualcosa che non quadra. Il problema si risolve collegando "guidati" con l' "io" implicito, trasformandolo cioe' in "guidato".
Nostalgici impulsi, ardenti emozioni
mi portano indietro negli anni distanti
Rivivo quei giorni
inganni, rimpianti, amare illusioni,
speranze sopite o svanite nel niente
Ma anche passioni, fuggevoli glorie,
momenti d'amore, preziose occasioni
cullate da cori di note struggenti
di vecchie canzoni...
Mi disturba un po' quella rima "canzoni-emozioni-illusioni-passioni".
Non le rime in se', ma il fatto che il metro non e' molto preciso.
Fino a "rimpianti" mi sembra vada tutto bene, ma poi la poesia scorre
su un ritmo diverso che rovina un po' l' effetto delle rime. Se l'
effetto e' voluto, allora ti consiglio di farlo partire da "Ma": da
quel punto anche testo ha un altro significato, e cambiare
contemporaneamente anche il metro significherebbe una maggiore
sensazione di cambiamento nel lettore.
Se l 'effetto non e' voluto, ti consiglio allora di tenere d' occhio
il numero di sillabe... :-)
Commentone: mi piace. Non so perche', ma e' facile lasciarsi trasportare da questa poesia, delle enumerazioni, dalle rime. Proprio bella, bravo!
A ME STESSO
Vai nell'abisso dell'anima
Vai nei meandri di quel labirinto
Brrrrr! La parola *cliche'* si forma nella mia mente...
Bella comunque l' assonanza "abisso-anima".
Ripercorri a ritroso la via
per cambiare binario
dopo aver capito.
Ottimo uso delle assonanze "ripercorri-ritroso" (ottima!) e "cambiare-capito".
E poi vai nelle floride valli
E poi non mi piace piu'... peccato. Da questo punto in poi sembra piu' un racconto che una poesia, e sinceramente non mi dice nulla, peccato era cominciata bene...
Uff! Era tanto che non facevo un commento cosi'! :-)
Alessio