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[LaRedO]
La Redazione dell'Opificio

Abbiamo bisogno di una redazione?
di Bianca


Ne sono passati di byte su questi schermi dai primi vagiti di IAS, quando gli autori supplicavano un commento, si prostravano pur di avere una stroncatura, o anche solo una misera prova che qualcuno li avesse letti. Si era nel mese di Aprile 98, e gia' dopo pochi giorni di attivita', la parola *Redazione* cominciava timidamente ad arrossare i threads.
Facciamolo, non facciamolo, gruppetti di entusiasti, vibrate proteste di dissidenti, ognuno con le sue sicuramente condivisibili opinioni; ma la parola *gruppo di potere*, nelle sue accezioni piu' bieche, spense sul nascere ogni anelito volontaristico, al punto che proprio io, forse per provocare, molto per accontentare gli autori ignorati, scrissi un giorno un post che si chiamava *Impressioni veloci su tutti i racconti on line*, arrogandomi il diritto di creare una microredazione, composta da una sola persona: me stessa.
Il mio colpo di testa non ebbe seguito, se non i ringraziamenti (pubblici o privati) di coloro che avevo criticato bene e la sparizione dal gruppo o il sarcasmo di chi avevo criticato male. Ma il fantasma delle redazione torno' molte volte a ululare su ias, senza peraltro produrre nulla di concreto, se non lunghi fili, con ondate ricorrenti e tumultuose, a volte burrascose.

Finche' un giorno, qualcuno scrisse: *Chi vuol far parte della redazione, metta il dito qui sotto*. Undici dita si sono raccolte, e poi altre si sono aggiunte, e altre ancora si aggiungeranno, perche' l'unico requisito per entrare e' volerlo fare.
Ci voleva la mitica Convention, per mettere in moto un meccanismo, il cui volano ha effetto ancora oggi.
E' per questo che Ias e' cambiato? Non lo so: io non c'ero, a Roma il 5 settembre.
Di certo oggi il gruppo e' attivo, spesso anche troppo vivace, e il contatto scrittore-lettore non manca. La *prova* che la nostra esternazione non e' andata perduta nel vuoto del cyberspazio c' e', e per qualcuno fin troppo tangibile.

Allora, davvero abbiamo bisogno di una redazione?
Siamo qui per scrivere liberi, per leggere quel che ci pare, e commentare se ne abbiamo voglia. Questo vale piu' o meno per tutti noi, dal massimo top poster al timido lurker, che apre ias solo ogni tanto.
Ci lasciamo guidare dalla nostra fantasia, non vogliamo schemi precostituiti, regole ferree o qualcuno che ci dica come fare.
E allora, perche'?

La risposta, io spero, e' nelle pagine che seguono, che sono state impegno e divertimento per chi le ha composte, forse saranno stimolo e passatempo per chi le leggera', di certo qualcosa da imparare per tutti quanti. Non sappiamo neanche noi se questo numero zero sara' il primo di una lunga serie, o un esperimento concluso in se stesso. Non sappiamo se e quando uscira' il prossimo numero, ne' chi avra' tempo e voglia di metterlo insieme. Cosi' funziona questo incontrollabile, anarchico, affascinante mondo di usenet.

E con questo Bianca, direttore per caso e per amore, si prende il privilegio di ringraziare qui, davanti a tutti, quel manipolo di eroi che l'ha seguita, anche se lei stessa non sapeva dove andare ne se mai sarebbero arrivati.
E' stata un'esperienza di grande, grandissima soddisfazione.

Buona lettura
Bianca

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