Galilei

Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564.
Nel 1574 la sua famiglia fece ritorno a Firenze, infatti suo padre era stato costretto, da difficoltà finanziare, a recarsi a Pisa per intraprendere l'attività di commerciante.
Nel 1581 Galileo fu spinto dal padre ad iscriversi alla facoltà di medicina a Pisa, ma, non dimostrando interesse per questo tipo di studi, non li portò a compimento.
In questi anni cominciò, invece, ad interessarsi di matematica e di osservazioni fisiche, scoprendo, nel 1583, l'isocronismo delle oscillazioni pendolari.
Nel 1589 il granduca Ferdinando I di Toscana gli assegnò un insegnamento di matematica all'Università di Pisa, e qui Galileo resterà fino al 1592, anno in cui otterrà la stessa cattedra, ma meglio retribuita, all'Università di Padova.
Come professore di matematica doveva anche esporre il sistema di Tolomeo, in effetti ne fece ampie trattazioni; ma, nel contempo, confessava in lettere private di essere ormai persuaso della verità del sistema copernicano.
Nel 1609, giuntagli notizia che dei modesti occhialai olandesi avevano costruito un "occhiale" capace di rendere visibili gli oggetti lontani, Galileo ricostruì con notevoli miglioramenti lo strumento che gli servì per compiere accuratissime osservazioni astronomiche. I risultati di queste osservazioni furono subito comunicate nel Sidereus Nuncius.
Nonostante le critiche di numerosi avversari, la verità delle scoperte galileiane finì rapidamente per imporsi ( determinante fu il riconoscimento di essa da parte di
Keplero e dei matematici del Collegio romano ), e Galileo divenne celebre in tutta Europa.
Nel 1610 il granduca Cosimo II deliberò di assumerlo come "matematico primario" dell'Università di Pisa e come "filosofo del serenissimo gran duca". Il trasferimento a Firenze permetterà a Galileo di risolvere definitivamente tutti i suoi problemi finanziari e di dedicare tutto il suo tempo alla ricerca scientifica e ai dibattiti filosofici.
I successivi anni possono essere divisi in tre periodi. Il primo va dal 1610 al 1616 (primo processo intentato dal Sant'Uffizio). Il secondo periodo va dal 1616 al secondo processo intententatogli dal Sant'Uffizio e conclusosi il 22 giugno 1633 con la solenne abiura di Galileo. In questo periodo pubblica due delle sue opere principali: Il Saggiatore (1623) e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano (1632), opera che inizialmente aveva ottenuto l'approvazione dell'autorità ecclesiastica, ma che subito dopo venne condannata provocando il processo del 1633.
Il terzo periodo va dal giugno del 1633 alla morte di Galileo (8 gennaio 1642), avvenuta nel rigoroso isolamento del domicilio coatto di Arcetri al quale fu condannato nel 1633 dal Tribunale dell'Inquisizione. Nonostante il forzato isolamento, i ripetuti controlli dell'autorità ecclesiastica e i suoi problemi di salute (nel 1637 divenne completamente cieco), Galileo trovò la forza di proseguire le proprie indagini scientifiche, come dimostrano i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, la sua più importante opera di meccanica pubblicata a Leida nel 1638.

 

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